
La geologia
Il lago di Bolsena è il più grande lago vulcanico d'Europa: con una superficie di 114 chilometri quadrati, si trova a circa 300 metri d'altitudine ed ha una profondità massima di 150 metri.
Il distretto vulcanico vulsino ha svolto la sua attività eruttiva in più fasi ed in quattro diversi centri disposti attorno alla caldera di Bolsena: uno non più individuabile, posto probabilmente in corrispondenza del lago, detto "paleo Bolsena"; uno a nord-est del lago, detto di Bolsena-Orvieto, la cui attività diede origine al collasso della caldera del lago; un altro al margine sud-est del bacino lacustre, detto "di Montefiascone", l'ultimo, detto di Latera, posto ad ovest del lago, di cui fa parte il laghetto vulcanico di Mezzano.
L'eruzione che causò il collasso della caldera di Bolsena nella quale, successivamente, nacque il lago, è la stessa che creò il "tufo di Bagnoregio": avvenne attorno a 370.000 anni fa. L'emissione di un'enorme quantità di detriti da questo vulcano ha dunque determinato la depressione vulcano-tettonica di Bolsena.
Nello specchio lacustre troviamo due isole, molto suggestive, la Bisentina e la Martana: esse non sono altro che i resti di due edifici vulcanici creatisi con l'emissione di colate laviche in un momento in cui la caldera era già riempita dalle acque di un antico lago. Queste lave, a contatto con l'acqua, hanno subito un veloce processo di raffreddamento che ne ha determinato l'altezza rispetto al fondo del lago.
Emissario del lago è il fiume Marta, che sfocia nel Tirreno nei pressi di Tarquinia: la portata del fiume è assai scarsa rispetto al volume del bacino lacustre, e ciò è imputabile allo scarso apporto delle acque pluviali ed al massiccio prelevamento dalle falde acquifere. Alcuni studi hanno determinato che il ricambio completo delle acque del lago, dato lo scarso apporto di acque meteoriche dai territori circostanti, debba avvenire in circa 120 anni. Un lasso di tempo decisamente lungo per il naturale decadimento ed autopurificazione dagli agenti inquinanti.
Sono stati realizzati dei collettori degli scarichi dei centri abitati gravanti sul lago (Comuni di Bagnoregio, Bolsena, Capodimonte, Gradoli, Marta, Montefiascone e San Lorenzo) che portano le acque ad un sistema di depurazione. Qualora la loro depurazione non fosse efficiente le acque del lago rischierebbero fenomeni di eutrofizzazione.
La vegetazione
Nella fascia litoranea del lago, nei punti in cui l'azione dell'uomo non ha alterato l'ambiente naturale, cresce la vegetazione tipica degli ambienti umidi: fitti canneti di Phragmites australis proteggono un'interessante avifauna. Nelle zone più riparate dalle onde prospera la lenticchia d'acqua (Lemna minor), una minuscola e prolifica pianta galleggiante che ricopre di un fitto tappeto verde la superfice dell'acqua. Altra pianta galleggiante è il Polygonium amphibium, dalle grandi foglie verdi e dai fiori color rosa, che fiorisce nei mesi estivi.
Sulle pendici della cinta craterica occupate dai boschi termofili troviamo soprattutto il cerro (Quercus cerris) e la roverella (Quercus pubescens); oltre ad essi presenti diverse specie di acero (Acer sp.) e macchie di ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius); si rinvengono frequentemente le piante spinose come il biancospino (Crataegus monogyna) ed il prugnolo (Prunus spinosa), assieme ad esemplari di orniello (Fraxinus ornus), corniolo (Cornus mas) e nespolo selvatico (Mespilus germanica).
La fauna
Tra i mammiferi troviamo la lepre (Lepus europaeus, più raramente Lepus corsicanus), lo scoiattolo (Sciurus vulgaris), l'istrice (Hystrix cristata), il ghiro (Myoxus glis), il riccio (Erinaceus europaeus), la volpe (Vulpes vulpes), il gatto selvatico (Felis silvestris) ed il cinghiale (Sus scropha). Interessante l'avifauna, soprattutto quella legata all'ambiente palustre, in cui si possono osservare il cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), diverse specie di svasso (Podiceps sp.), il gabbiano reale (Larus cachinnans) e diversi anatidi tra cui la moretta (Aythya fuligula), il germano reale (Anas platyrynchos), la folaga (Fulica atra).
Tra i rapaci si segnalano la poiana (Buteo buteo), il nibbio bruno (Milvus migrans), il gheppio (Falco tinnunculus), l'assiolo (Otus scops), il barbagianni (Tyto alba) e l'allocco (Strix aluco). Tra le specie di uccelli più interessanti ricordiamo il martin pescatore (Alcedo atthis), il cannareccione (Acrocephalus arundinaceus), il pendolino (Remiz pendulinus) e l'averla piccola (Lanius collurio). Nelle acque del lago, oltre a lucci ed anguille, vivono il prelibato coregone ed il ricercato persico reale.
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