
Nella fase iniziale dell'età del Ferro si assiste nel territorio della futura Etruria alla comparsa di abitati più estesi, più popolosi e meglio organizzati, la cui nascita è legata al fenomeno del sinecismo, cioè alla scomparsa dei villaggi minori, la cui popolazione affluisce negli abitati più importanti: è in questa fase, collocabile tra il X e l'VIII secolo a.C., che possiamo notare degli importanti cambiamenti nella società etrusca.
Dall'analisi dei corredi funerari villanoviani, soprattutto di quelli del Villanoviano evoluto (metà - fine VIII secolo a.C.), notiamo una netta differenziazione tra individuo ed individuo, testimoniata dall'aumento degli oggetti del corredo e dalla presenza di manufatti di valore, veri e propri status symbol dell'epoca: ad esempio, oltre ad ornamenti e gioielli d'importazione (come scarabei in gesso vetrificato dall'Egitto e pendenti in oro punici) ed alle ceramiche (soprattutto in argilla depurata e dipinta, di produzione greca), appaiono i morsi per i cavalli, il cui possesso è presumibilmente legato alla classe più agiata.
Gli abitati interessati dal fenomeno sinecistico saranno poi il nucleo delle future città stato etrusche e falische della Tuscia: tra di esse Tarquinia, Vulci, Bisenzio, Sutri, Nepi e Falerii.
E' grazie allo sviluppo del commercio dunque, e dai rapporti con navigatori provenienti dall'Egeo, dalla Sardegna, dalle coste del Mediterraneo meridionale, interessati alle risorse metallifere dell'Etruria, che il contatto con esse genera nella classe dominante nuovi modi di pensiero.
Lo scambio di doni tra i navigatori ed i personaggi eminenti delle città favorisce rapporti più frequenti tra gli Etruschi e gli altri popoli; anche essi divengono ben presto abili navigatori, riuscendo a controllare con le veloci navi il mar Tirreno: e questo mare prende il nome proprio dagli Etruschi, chiamati Tirreni dai Greci, che spesso li accusano di praticare la pirateria.
Gli Etruschi sono abili e mostrano una certa unità etnica, con una comune politica estera nei confronti degli altri popoli: ciò impedirà l'impianto di colonie greche in terra etrusca, limitando la presenza degli stranieri alle aree appositamente dedicate alle attività commerciali, gli empori. In queste aree in prossimità delle coste avvengono gli scambi tra mercanti e naviganti. Ma gli Etruschi sono anche civili e "moderni": la loro lungimiranza e tolleranza consentiranno la creazione di santuari e templi per la pratica di culti stranieri: ne sono esempio quello greco dedicato ad Apollo (Aplu) nel porto tarquiniese di Gravisca e quello punico dedicato ad Astarte (Leucotea Ilizia-Giunone-Uni) presso uno dei porti ceretani, Pyrgi (odierna Santa Severa, provincia di Roma).
Tornando allo scambio di merci ed idee, è soprattutto dal contatto con il mondo greco che gli Etruschi cominciano ad avvicinarsi alla "società urbana", in cui lo spazio abitativo degli insediamenti si allontana definitivamente alla concezione "preistorica" dello stesso, caratterizzato da agglomerati irregolari di capanne inframmezzati da aree di lavorazione dei prodotti agricoli, orti e recinti per gli animali domestici.
Ora si assiste invece ad una relativa pianificazione dello spazio, con la ricerca razionale delle aree destinate alle abitazioni, alle aree sacre, al mercato o alle necropoli.
Esempio di questo è offerto da Tarquinia, in cui il pianoro della città etrusca appare circondato dalle numerose aree funerarie. E' proprio in questo abitato che troviamo una testimonianza dell'avvenuto processo di urbanizzazione delle città etrusche: la monumentalizzazione dell'area della Civita, dell'area cioè dell'abitato, avvenuta attorno alla metà del VII secolo a.C., nel periodo Orientalizzante. Questi ed altri interventi analoghi fanno capire come nel periodo Orientalizzante sia nata la fase urbana di questo popolo.
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