
Con la Battaglia del mare Sardo avvenuta nelle acque prospicienti la Corsica attorno al 540 a.C., ed in cui si affrontarono le flotte etrusca e cartaginese alleate, contro quella greca, si consolida definitivamente il dominio etrusco sul mar Tirreno, la cosiddetta thalassocrazia: le veloci navi etrusche solcano questo vasto mare in una fitta rete di scambi commerciali e diplomatici. Quest'episodio bellico era stata la necessaria conseguenza alla fondazione della colonia focese di Aleria (546 a.C.) in Corsica, presenza sgradita agli Etruschi.
Nel corso del VI secolo a.C. e per la prima parte del V secolo a.C. la civiltà etrusca vive una fase di eccezionale splendore, definita dal Pallottino età della "fioritura arcaica". Ad essere coinvolte da questo fenomeno positivo sono soprattutto le città costiere, le quali intrattengono i rapporti diretti con i mercanti ed i viaggiatori stranieri, mediando i prodotti dello scambio con le città etrusche dell'interno. La vittoria sui coloni focesi del 540 a.C. infatti non impedisce ai greci di giungere sulle coste dell'Etruria: già nel 600 a.C. era stato fondato l'emporio di Gravisca, il porto di Tarquinia, ove i navigatori Greci potevano scambiare e vendere le proprie merci, ma anche sacrificare alle loro divinità come Apollo, di cui esisteva un tempio presso l'emporio stesso.
Un altro emporio, questa volta frequentato più dai Cartaginesi che dai Greci, è quello di Pyrgi, uno dei porti di Caere, in cui è eretto un santuario dedicato alla dea etrusca Uni, corrispondente alla Astarte punica, come confermano le tre lamine auree in cui appare il nome del re di Caere Thefarie Velianas, databili attorno alla fine del VI secolo a.C..
In questo stesso periodo si consolida la presenza etrusca nella Pianura Padana. Attorno al 500 a.C. inizia la dominazione etrusca in Corsica: durerà fino al 241 a.C., annientata da Roma; nel 490 a.C. ci sono nuovamente scontri tra Etruschi e Cartaginesi contro i Focei, in particolare contro Dionisio di Focea che compiva scorribande piratesche nel Tirreno.
Ma l'episodio più tragico è la Battaglia di Cuma, avvenuta davanti alle acque campane nel 474 a.C., in cui si affrontarono la flotta siracusana di Ierone, chiamata dagli abitanti di Cuma, e le navi etrusche. Fu una disfatta per questi ultimi che, indebolita la loro presenza nel Tirreno, lasciarono spazio ad imprese piratesche e saccheggi che minarono fortemente sia l'immagine di compattezza dell'Etruria marittima che la stessa economia, basata in gran parte sui commerci internazionali.
Ben presto iniziarono seri problemi per gli Etruschi: nel 454 a.C. i siracusani attaccano ripetutamente le coste dell'isola d'Elba, ricca di ferro, e della Corsica. Nel 421 a.C. l'etrusca Capua, isolata dal mare per la diminuzione dei viaggi marittimi degli Etruschi, ormai divenuti assai rischiosi, ed in terra per la pressione dei popoli italici che ne bloccavano i percorsi verso il Lazio e l'Etruria, è conquistata dai Sanniti.
Nel 396 a.C., dopo una guerra decennale, anche Veio, la città etrusca più vicina a Roma, è conquistata da quest'ultima.
Nel 384 a.C. assistiamo ad un ennesimo episodio provocatorio dei Siracusani che veleggiano alla volta delle coste etrusche: una spedizione condotta da Dionisio I giunge in Corsica ed all'Elba, saccheggiando persino il santuario di Pyrgi. In questa fase di crisi sono le città dell'Etruria interna, quella tiberina, e Padana, a vivere una fase di relativo benessere.
E' dunque l'inizio di una forte crisi da cui gli Etruschi non si risolleveranno più, poiché impegnati nella lunga lotta contro Roma, lanciata ormai alla conquista dell'Italia.
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