
Il fiume Fiora è un antico confine naturale e, attraverso i millenni, questo corso d'acqua ha costituito il limite tra l'Etruria settentrionale e quella meridionale, tra lo Stato della Chiesa ed il Granducato di Toscana: oggi lo è, per alcuni tratti, tra il Lazio e la Toscana.
Ma aldilà delle divisioni amministrative, il fiume unisce dei territori di grande bellezza, assai simili tra loro, ricchi di testimonianze naturalistiche ed archeologiche di grande valore.
La geologia
La media valle del Fiume Fiora presenta un ambiente acquatico di elevata naturalità; il fiume, che nasce in Toscana sul Monte Amiata, in questo tratto scorre quasi interamente sul fondo di profonde forre calcaree e tufacee, scavate nel corso dei millenni dalla forza delle acque. Le rocce vulcaniche in cui sono incise queste forre si sono generate con la deposizione e sedimentazione dei prodotti del vulcanesimo vulsino, la cui fase di maggiore intensità si colloca attorno ai 500.000 per terminare attorno ai 300.000 anni fa.
L'attività vulcanica è legata ai diversi centri del distretto vulcanico quali il "paleobolsena" (corrispondente all'attuale lago), quelli di Bolsena, di Latera e di Montefiascone. E' in particolare l'area vulcanica di Latera ad aver emesso gran parte dei materiali presenti nella media valle del Fiora.
La vegetazione
La copertura vegetazionale dei territori adiacenti il corso del Fiora e dei suoi affluenti registra la massiccia presenza del cerro, che si presenta ad alto fusto o sottoposto a taglio colturale. Nelle zone più esposte al sole troviamo una vegetazione termofila, con marcati aspetti "mediterranei": vi sono lecci (Quercus ilex), sughere (Quercus suber), fillirea (Phillyrea latifolia), terebinto (Pistacia terebinthus), erica (Erica arborea), corbezzolo (Arbutus unedo) e mirto (Myrtus communis).
La fauna
Il principale rappresentante della fauna del comprensorio è la rara lontra (Lutra lutra), un mammifero molto raro e rimasto nel Lazio solo in alcune rare stazioni lungo il corso del Fiora. Altro mammifero strettamente legato all'ambiente acquatico è la nutria (Myocastor coypus), introdotta nel secolo scorso in Europa per la pelliccia ed oggi diffusasi, anche eccessivamente. Tra gli altri mammiferi ricordiamo l'istrice (Hystrix cristata), il riccio (Erinaceus europaeus), la donnola (Mustela nivalis), la faina (Martes foina), la martora (Martes martes), la puzzola (Mustela putorius), il tasso (Meles meles) ed il ghiro (Myoxus glis). Legate alla pratica venatoria sono alcune specie quali il capriolo (Capreolus capreolus), il cinghiale (Sus scropha) e la lepre (Lepus europaeus). Tra gli uccelli segnaliamo la garzetta (Egretta garzetta), l'airone cinerino (Ardea cinerea), il germano reale (Anas platyrhynchos), il martin pescatore (Alcedo atthis), la ghiandaia marina (Coracias garrulus) ed il merlo acquaiolo (Cinclus cinclus), indicatore della elevata naturalità del comprensorio. Le principali specie di rapaci della Tuscia, diurni e notturni, sono presenti. Tra i rettili interessante la presenza della tartaruga d'acqua dolce (Emys orbicularis) e della testuggine comune (Testudo hermanni). Tra i pesci, vista la qualità delle acque del Fiora, segnaliamo la Trota iridea (Salmo gairdneri), il barbo (Barbus plebejus), il luccio (Exos lucius), l'anguilla (Anguilla anguilla) ed il cavedano (Leuciscus cephalus).
Informazioni generali
Questo comprensorio, da tempo proposto per l'istituzione di un Parco regionale o interregionale, ricade nei comuni di Ischia di Castro, Farnese e Canino.
Torna alla pagina menù iniziale
Vai al sito con elementi multimediali