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Natura e paesaggio della Maremma viterbese

Il caratteristico paesaggio maremmanoNella Maremma si alternano alle zone acquitrinose, oggi peraltro molto rare, e ai laghi costieri, lacerti della tipica vegetazione mediterranea: si tratta di associazioni vegetali xerofile, che vivono cioè in un clima relativamente caldo ed asciutto. Le dune costiere ed i cordoni litoranei sono ricoperti da cespugli di lentisco (Pistacia lentiscus), alaterno (Rhamnus alaternus), cisto (Cistus salviaefolius, C. incanus e C. monspeliensis); tra le dune sabbiose prosperano l'eringio marino (Eryngium maritimum) e le ferula (Ferula communis), un'alta ombrellifera, dalle grandi infiorescenze gialle. Il fusto cavo della pianta era utilizzato nell'antichità come contenitore per i manoscritti, arrotolandoli: i primi "volumi". L'etimologia della parola "volume" deriva dal latino volvo, volvere, cioè "arrotolare". Sulle radici di questa pianta prospera un fungo, il Pleurotus ferulae o nebrodensis, assai gustoso.
Superata la fascia immediatamente a ridosso della costa, si può trovare il bosco di querce: lecci (Q. ilex), roverelle (Q. pubescens) e talvolta sughere (Q. suber), assieme agli altri alberi della vegetazione mediterranea quali il corbezzolo (Arbutus unedo), l'albero di Giuda (Cercis siliquastrum) ed il carrubo (Ceratonia siliqua).
Sui versanti tufacei esposti a sud dell'entroterra prosperano altri esemplari della macchia mediterranea quali la fillirea (Phillirea sp.), l'alaterno e l'erica (Erica arborea o scoparia); diffusi sono i profumati cespugli di ginestra, dai tanti fiori gialli, che indicano il recupero spontaneo del manto vegetazionale sul territorio dopo un incendio o l'abbandono dei terreni agricoli. La ginestra (Cytisus scoparius e Spartium junceum), una leguminosa, ha un ruolo ecologico fondamentale poiché sulle sue radici vivono dei batteri "azoto fissatori" che contribuiscono a fertilizzare naturalmente il suolo; nello stesso tempo la pianta, non essendo appetita dagli erbivori, protegge le piantine appena nate di arbusti ed alberi dal loro morso, consentendone la crescita.
La costa tirrenica della Tuscia Viterbese, da Tarquinia a Pescia Romana è interessata solo parzialmente dalle grandi alterazioni ambientali causate dagli insediamenti umani; anzi, la presenza di grandi proprietà agricole ha in parte limitato queste alterazioni, pur modificando profondamente quello che era il manto vegetazionale originario. Qua e là possiamo osservare grandi estensioni a coltivi che esplodono di colore nel periodo della fioritura: se i campi di grano punteggiati dai rossi papaveri sono sempre meno rubicondi per l'azione degli erbicidi selettivi moderni, le monocolture a girasole e colza regalano alla nostra vista delle immense distese giallo vivo, spunto importante per i numerosi appassionati di fotografia.
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