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L'Orto Botanico dell'Università della Tuscia

I cisti prosperano al soleNel 1985 una convenzione stipulata tra l'Università, il Comune di Viterbo e l'Opera Pia Patrimoni pone la prima pietra per la nascita dell'importante struttura.
Viene destinata ad ospitare l'Orto un'area situata nella piana viterbese, ad occidente del capoluogo, sulle pendici esposte al sole di una bassa collina alla sommità della quale si trova una sorgente di acqua ipertermale sulfurea, detta "Bullicame".
Si tratta di un'area di vulcanesimo residuo conosciuta sin dall'antichità, ricca di testimonianze d'epoca etrusca e romana, poco distante da due dei maggiori complessi termali moderni.
E' anche per riconoscere l'importanza geologica e storico-archeologica dell'area che l'esigenza di sottrarla al degrado favorisce la destinazione di parte della stessa ad Orto Botanico. Questo si sviluppa su una superficie di sei ettari, il Parco del Bulicame invece di complessivi nove.

Inaugurato il 24 marzo 1991, ospita collezioni vegetali ordinate sia sistematicamente che per simulare ambienti diversi. La possibilità di ricostruire associazioni vegetali di climi differenti è data dalle caratteristiche climatiche e dei suoli presenti nell'area: forti escursioni termiche stagionali e un suolo di natura calcarea travertinica consentono ad esempio di ricostruire, all'aperto e non in serra, ambienti di tipo desertico.
Vi è anche la ricostruzione di un lembo di macchia mediterranea con pini d'aleppo, lecci, corbezzoli, mirti, lentisci, filliree, palme nane, ginestre, cisti.
In un'altra sezione si può ammirare la vegetazione mesofila (amante cioè dei climi freschi ed umidi) del viterbese dove sono presenti anche le specie rare, minacciate e vulnerabili dell'Alto Lazio.
Attorno ad una polla d'acqua è stata ricostruita un'oasi africana, con papiri, canne e splendide ninfee. Ai margini dello specchio lacustre prosperano diverse specie di palme tra cui Washingtonia filifera, Chamaerops humilis, Phoenix canariensis e la palma da datteri: esse beneficiano del riscaldamento del suolo causato della circolazione sotterranea d'acqua termale. Tra le palme svetta un Trachycarpus fortunei di 130 anni.
Un'antico sistema di canalette e di invasi, sin dal medioevo adibite alla macerazione della canapa per farne fibre tessili, ed attualmente trasformati in laghetti, è stato destinato alla ricostruzione della vegetazione delle sponde lacustri.
Una grande serra tropicale ospita una collezione di piante che nel loro insieme riproducono l'aspetto di una foresta tropicale secondaria. Vi si trovano orchidee, corisie, felci arboree, banani, cariote, tumbergie e diverse specie di passiflore tropicali.
La parte altimetricamente più bassa dell'Orto Botanico è caratterizzata dalla presenza di un lago artificiale alimentato da acqua che scorre per caduta dal sistema delle antiche canalette. Attorno allo specchio d'acqua è stata ricostruita un'area di vegetazione sub tropicale australiana che comprende Cordyline australis e varie specie di Eucalyptus, Acacia, Callistemon, Malaleuca. Di particolare interesse è la collezione di piante succulente in cui le piante, suddivise per aree fitogeografiche, sono collocate in uno scenario ambientale desertico. Si possono osservare diverse specie di Opuntia, Cereus, Echinocactus, Crassula, Euphorbia, Agave, Alöe e molte altre. Un costone di roccia travertinica stratificata ospita esemplari di diverse specie di Agave che nell'insieme creano un ambiente molto suggestivo.
Una collezione di alberi ad alto fusto provenienti da tutto il mondo si estende per oltre un ettaro: le piante sono distribuite in modo da riflettere la loro distribuzione nel mondo.

Nell'Orto Botanico è inoltre realizzato un percorso evolutivo che partendo da tre esemplari di Gingko biloba, tra le piante più antiche e più simili ai progenitori di tutte le gimnosperme, si snoda all'interno di una collezione di specie appartenenti al genere Pinus organizzata in chiave evolutiva.

Alcune aree dell'Orto ospitano diverse specie appartenenti ad importanti famiglie come le Magnoliaceae, le Rosaceae e le Papilionaceae.

Come raggiungerlo
L'Orto Botanico dell'Università degli Studi della Tuscia si trova a valle della sorgente del Bulicame si raggiunge dalla superstrada Viterbo-Orte seguendo l'indicazione Terme e poi l'indicazione Bulicame, oppure dalla strada Faul-Bagni seguendo l'indicazione Bulicame.

Per informazioni e per prenotazioni: tel/fax 0761 - 357097.



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