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Un territorio di antica tradizione agricola

La campagna viterbeseNon sono passati molti anni da quando le principali attività economiche erano legate al settore agricolo ed all'indotto ad esso legato.
La comparazione dei dati statistico-economici mostra come l'economia della provincia si sia basata, sino agli anni '50 soprattutto sulle attività primarie, cioè sull'agricoltura. All'inizio degli anni '70 è iniziato lo sviluppo del settore industriale, oggi ancora limitato ad attività produttive di piccole dimensioni; eccezione è il polo ceramico di Civita Castellana, un insediamento industriale di prim'ordine, con una forte esportazione all'estero. Attualmente la percentuale di popolazione impegnata in attività produttive agricole è nettamente superiore alla media nazionale, nell'industria lavorano invece meno persone, rispetto alla media nazionale; nel settore terziario, in cui è impiegato il 58-60 % della popolazione attiva, si assiste ad attività legate più ai settori amministrativo e commerciale, che in servizi ad alta tecnologia.
Oltre alla produzione agricola, per il piccolo imprenditore viterbese, l'alternativa si è diretta quasi sempre verso il commercio, aspetto evoluto della produzione agricola stessa. Le previsioni di sviluppo economico del territorio denotano le scarse possibilità del settore industriale, sia per la saturazione del mercato occidentale, che per il difficile insediamento di grandi complessi industriali sul territorio, data la sua morfologia. Si può prevedere un relativo sviluppo del settore artigianale, che contribuirebbe solo parzialmente allo sviluppo economico. Il dato che ci interessa è quello relativo all'Agricoltura, le cui attività produttive registrano un andamento triplicato rispetto a quello nazionale, anche se in continuo ribasso. Il fatto che l'Agricoltura abbia caratterizzato la principale attività dell'uomo sul territorio, ne ha fortemente condizionato l'aspetto: non può sfuggire, anche al visitatore più distratto, la presenza di grandi campi coltivati e di "mosaici" di colture di piccoli proprietari, in cui si alternano vigneti ad uliveti, orti e frutteti. La mancanza di grandi urbanizzazioni, di grandi insediamenti industriali, il paesaggio ora dolce e collinare, ora boscato e talora impenetrabile, costituiscono un grande valore paesistico, che si aggiunge alle numerose risorse naturalistiche e culturali della Tuscia.



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