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Loro verde della Tuscia
La
leggenda vuole che un giorno le piante si riunirono per eleggere il
loro re. Dopo aver a lungo discusso, tutte si trovarono d'accordo nello
scegliere l'ulivo, ma questi rifiutò rispondendo: "È
troppo importante la missione che Dio mi ha assegnato per il bene dell'Umanità
perché io possa occupare il mio tempo nelle cure del Governo".
Nella provincia di Viterbo la coltura dell'olivo deve la sua importanza
alla diffusione capillare, sia in termini territoriali che aziendali,
ma soprattutto al suo radicamento socio-culturale che fin dal tempo
degli Etruschi le prime coltivazioni.
Con oltre 20mila ettari di oliveti, pari al 6,9% della superficie agricola
provinciale e al 18,9% della superficie ad oliveti del Lazio, la provincia
di Viterbo rappresenta una realtà importante in ambito nazionale,
soprattutto in riferimento agli elevati standard qualitativi raggiunti.
La coltura olivicola incide per circa il 6% sul totale della produzione
lorda vendibile provinciale con un volume di affari di 25-30 milioni
di euro, mentre a livello regionale la produzione pesa per il 21%. Grazie
al lavoro sapiente e alla fatica di donne e uomini che hanno puntato
tutto sulla qualità nei sistemi di coltivazione, raccolta e frangitura,
la filiera dellolio doliva nella Tuscia ha raggiunto un
ottimo livello di organizzazione. Tutto ciò ha permesso allintero
territorio provinciale, di per sé già favorito da madre
natura per caratteristiche geologiche e climatiche, di essere considerato
tra le realtà italiane di maggiore pregio per la produzione dellolio
extravergine di oliva. Caratteristiche uniche che hanno portato nel
1998 al prestigioso riconoscimento di Olio extravergine di oliva di
Canino DOP (Denominazione di Origine
Protetta), a cui si è aggiunto nel 2006 lOlio extravergine
di oliva Tuscia DOP.