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Il
riconoscimento comunitario dell’olio DOP “Tuscia”
Con
il REGOLAMENTO (CE) N. 1623/2005 DELLA COMMISSIONE del 4 ottobre 2005,
(pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea serie L n.
259 del 5.10.2005) si completa l'allegato del regolamento (CE) n. 2400/96
per quanto riguarda l'iscrizione di alcune denominazioni nel Registro
delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche
protette e precisamente per: Tuscia (DOP) e Basilico Genovese (DOP).
Di particolare importanza è il riconoscimento dell’olio extravergine
di oliva “Tuscia” per il quale da tempo ci si è battuti con estrema
determinazione. La decisione della Commissione Ue premia uno sforzo
enorme fatto dagli operatori della Tuscia.
Il Richiedente è il Consorzio per la tutela e la valorizzazione della
produzione olivicola della provincia di Viterbo - Via Matteotti, 73,
- 01100 Viterbo
Il disciplinare impone determinati requisiti di cui riportiamo
i più importanti:
- 4.2. Descrizione : Olio extravergine di oliva con le seguenti
caratteristiche: — colore: verde smeraldo con riflessi dorati, — odore:
fruttato che ricorda il frutto sano, fresco, raccolto al punto ottimale
di maturazione, — sapore: di fruttato medio con equilibrato retrogusto
di amaro e piccante, — acidità massima totale, espressa in acido oleico,
in peso, non superiore a 0,5 grammi per 100 grammi di olio, — numero
perossidi: < 12 Meq O2/kg.
- 4.3. Zona geografica : i seguenti comuni: Acquapendente, Bagnoregio,
Barbarano Romano, Bassano in teverina, Bassano Romano, Blera, Bolsena,
Bomarzo, Calcata, Canepina, Capodimonte, Capranica, Caprarola, Carbognano,
Castel S. Elia, Castiglione in Teverina, Celleno, Civita Castellana,
Civitella d'Agliano, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Gradoli,
Graffignano, Grotte di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Montalto di
Castro (in parte), Montefiascone, Monteromano, Nepi, Oriolo Romano,
Orte, Piansano, Proceno, Ronciglione, S. Lorenzo Nuovo, Soriano nel
Cimino, Sutri, Tarquinia, Tuscania (in parte), Valentano, Vallerano,
Vasanello, Vejano, Vetralla, Vignanello, Villa S. Giovanni in Tuscia,
Viterbo, Vitorchiano.
- 4.5. Metodo di ottenimento: L'olio extravergine di oliva «Tuscia»
è ottenuto dalle olive delle varietà Frantoio, Caninese e Leccino, presenti
per almeno il 90 %, da sole o congiuntamente, nei singoli oliveti. È
ammessa la presenza negli oliveti in percentuale massima del 10 % di
altre varietà. Nella zona, l'olivo rappresenta una delle colture più
diffuse, con impianti specializzati aventi 150-300 piante ad ettaro;
intensivi con oltre 300 piante ad ettaro e promiscui con fino a 100
piante ad ettaro. Le forme di allevamento più diffuse, negli oliveti
specializzati, sono il vaso cespugliato, la forma Y, il monocono, il
cono rovescio mentre, negli oliveti promiscui, sono: il vaso policonico
ed il vaso libero. Le potature sono eseguite generalmente con cadenza
annuale, mentre ad intervalli più lunghi si esegue la potatura di rinnovo.
La difesa fitosanitaria è eseguita attenendosi alle indicazioni dei
servizi di lotta guidata ed integrata operanti sul territorio. Sono
vietati trattamenti al terreno con prodotti diserbanti e disseccanti.
La raccolta delle olive, effettuate direttamente dall'albero, avviene
nello stadio fenologico di invasatura superficiale dell'epicarpo e,
comunque, non si protrae oltre il 20 dicembre per le cultivars precoci
(Leccino, Frantoio, Maurino, Pendolino) e non oltre il 15 gennaio per
le cultivars tardive (Caninese, Moraiolo). È vietato l'uso di prodotti
cascolanti o di abscissione. La produzione massima di olive per ettaro
non supera i 9 000 kg negli oliveti specializzati mentre negli oliveti
consociati e/o promiscui la produzione massima di olive per pianta non
supera i 90 kg. Entro un giorno dalla raccolta le olive sono trasportate
al frantoio e lavorate non oltre un giorno dal conferimento. Il trasporto
delle olive avviene in idonei recipienti. Le tecniche di oleificazione
praticate prevedono: — lavaggio con acqua potabile a temperatura ambiente,
cernita e defogliazione, — molitura con frangitori idonei, — gramolatura
a temperatura non superiore a 30 °C e per tempi inferiori a 60 minuti,
— estrazione fisica con impianti del tipo a pressione, a centrifugazione
continua, a percolamento più pressione, a percolamento più centrifugazione,
— centrifugazione del mosto oleoso: l'olio e il mosto oleoso estratto
devono essere immediatamente allontanati dai residui di acqua di vegetazione
mediante separatori continui in acciaio inox. All'uscita degli impianti
di estrazione, la temperatura dell'olio non supera i 28 °C. La resa
massima di olive in olio non supera il 20 %. — È fatto divieto ad effettuare
la doppia centrifugazione della pasta delle olive senza interruzione,
metodo di trasformazione noto come «ripasso». Le operazioni di produzione,
trasformazione ed imbottigliamento sono effettuate nell'ambito territoriale
delimitato.
- 4.7. Struttura di controllo: Nome: Camera di Commercio, industria,
artigianato ed agricoltura di Viterbo Indirizzo: Via F.lli Rosselli,
4, I-01100 Viterbo.
- 4.8. Etichettatura : L'olio extravergine di oliva deve essere
commercializzato in recipienti di vetro o acciaio di capacità non superiore
a 5 litri. Sulle etichette deve essere riportato, a caratteri chiari
ed indelebili, oltre alle indicazioni previste dalle norme di etichettatura,
il nome «Tuscia» denominazione di origine protetta. Dovrà figurare,
inoltre, il simbolo grafico relativo all'immagine del logotipo specifico
ed univoco da utilizzare in abbinamento inscindibile con la denominazione.
Il simbolo grafico è stato opportunamente ridisegnato da reperto etrusco
di antefissa, in terracotta, proveniente dagli scavi dell'abitato di
Acquarossa (Viterbo). L'antefissa è di colore ocra scuro sostenuto dalla
scritta Tuscia di colore rosso scuro. Il logotipo fa parte integrante
del disciplinare di produzione dove è descritto in maniera precisa con
i colori di riferimento.
Con il riconoscimento del Basilico Genovese e dell’olio d’oliva laziale
“Tuscia” il nostro Paese ha consolidato il suo primato con il maggior
numero di prodotti a denominazione di origine tutelata -Dop (Denominazione
d’origine protetta) e Igp (Indicazione geografica protetta) che
rappresentano oltre il 21 per cento del “paniere europeo”.
L’Italia ne conta 151, ci seguono - la Francia con 141 denominazioni,
- il Portogallo (93) - e la Spagna (90).